MARIO POLETTI CT ATLETICA LEGGERA

Mario Poletti Ct dell’atletica leggera spiega ad Ability Channel i motivi che hanno portato a questi splendidi risultati alle Paralimpiadi di Londra.

I CAMBIAMENTI DOPO PECHINO

“La Paralimpiade di Pechino – afferma Mario Poletti – ha rappresentato forse il punto più basso dal punto di vista delle prestazioni e delle medaglie. Noi siamo tornati da Pechino con una sola medaglia di bronzo nella maratona…successivamente è partito un discorso che ha coinvolto le società e i comitati regionali per pensare ad una attività di tipo promozionale che potesse portare gli atleti a inserirsi in ambienti internazionali e quindi ad arrivare in questa prima fase dove noi non pensavamo fino a due anni fa di poter raggiungere questi livelli…la nostra proiezione era più avanti che sarebbe stata Rio 2016. Naturalmente siamo tutti soddisfatti di questa azione precoce, però è chiaro che questo non deve farci abbassare la guardia su quello che deve essere proprio l’intervento promozionale cercando di coinvolgere le società e le attività territoriali in modo da diffondere il più possibile la pratica dell’atletica leggera, soprattutto cercando di coinvolgere le unità spinali da una parte – alcune da tempo hanno un’attività di sinergia con la nostra federazione – ma soprattutto la scuola dove abbiamo un bacino di circa 150.000 ragazzi che riteniamo possano e debbano essere avviati alla pratica sportiva”.

L’INSERIMENTO DEGLI ATLETI AZZURRI

“Questo è stato un processo graduale – continua Mario Poletti –  man mano nelle competizioni, nei campionati italiani e nelle manifestazioni internazionali alle quali abbiamo avvicinato alcuni dei nostri atleti han fatto si che i loro riscontri prestativi cronometrici o metrici dei saltatori e lanciatori potessero darci queste indicazioni. Le aspettative, e non nascondiamo che in questa Paralimpiade erano piuttosto elevate, al momento tutte quelle che avevamo previsto si stanno concretizzando…”

LE GARE DEGLI ITALIANI

“Credo che sia sotto l’occhio di tutti – afferma Mario Poletti – la prestazione di Assunta Legnante; la sua storia sportiva prima con i normodotati e dopo all’interno della nostra federazione ha permesso addirittura in questa ultima manifestazione di avvicinare prestazioni che probabilmente in un prossimo futuro potrebbero anche ricollocarla competitiva a livello dei normodotati…tutti eravamo consapevoli del valore di Assunta. Altre prestazioni…direi che sia quella di Oxana che dell’inossidabile Alvise De Vidi sono state da una parte una ragazza che sta arrivando a livelli elevatissimi e dall’altra un ulteriore riconferma di un atleta che purtroppo  per quello che abbiamo avuto modo di vedere l’eliminazione della sua categoria a Pechino, è stato lontano da queste piste paralimpiche per otto anni e per cui è stato un sapore particolarissimo questa medaglia d’argento…”

MARTINA CAIRONI

“Con Martina c’è un rapporto anche societario – confessa Mario Poletti –  non dico quotidiano, ma siccome è una ragazza che si allena all’interno della mia società e della mia provincia e ci vediamo con una certa frequenza e nel tempo è nata anche, per il fatto di condividere anche alcuni interessi extrasportivi, è nata un’amicizia. C’è sempre un rispetto dei ruoli tra atleta e allenatore e in questo caso specifico prima della gara il richiamo costante è stato la ricerca dell’evitare una falsa partenza…cosa abbastanza facile in questo tipo di gara. quando c’è una disabilità come l’amputazione dell’arto inferiore ci può essere una situazione critica proprio nella posizione pronti. La richiesta mia è stata proprio quella della massima stabilità, anche a costo di perdere un decimo o più di secondo, sapendo che poi questo poteva essere recuperato nella fase di corsa lanciata…”

I NUOVI PROTAGONISTI

“Proprio nell’attività promozionale che stiamo portando avanti anche a livello capillare, facendo raduni che vanno dal Friuli alla Sicilia, ci sono dei ragazzi molto interessanti. Il lavoro che la federazione sta portando avanti, con lo stimolo del presidente Porru e con la presenza costante del direttosre sportivo Carboni è proprio quella di cercare di creare le condizioni perchè l’enorme lavoro che stanno facendo le società – conclude Mario Poletti – sa poi concretizzarsi alla ricerca di una performance che questi atleti sicuramente meritano”.